La cerimonia, iniziata con due giovanissimi talenti musicali, figli di due docenti dell’Istituto, Oreste Clemente Neri, alunno del Liceo Pellecchia, e Alessandro Del Buono, di 8 anni, che si sono esibiti al pianoforte con grande padronanza dei brani e notevole passione, è proseguita con la presentazione da parte del Dirigente scolastico Prof. Salvatore Salzillo dello straordinario ospite d’onore, il Prof. Francesco Sabatini, Presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

Il noto linguista è intervenuto sul tema “La lingua è una dotazione del tuo corpo“.

La lingua è la dotazione specifica degli esseri umani, lo strumento più sofisticato specializzato di cui dispongono per conseguire ed elaborare la conoscenza analitica del mondo. Una risorsa ineguagliabile per il miglior esito della vita individuale e sociale della nostra specie.

“C’è tuttavia grande differenza tra il linguaggio orale e quello scritto” prosegue il Prof. Sabatini.

“Il primo è più naturale: è il risultato dell’elaborazione fonico-gestuale primaria, proviene a noi dagli altri esseri umani che lo usano già ed entra direttamente, attraverso il circuito uditivo, nel nostro cervello, che è predisposto evolutivamente ad acquisirlo, sulla base del rapporto sensazione/simbolo/significato, e a riprodurlo. Il secondo è un’invenzione umana di epoca molto recente (circa 5.000 anni fa), che non trova terreno naturale e se lo deve “cercare” nel cervello; e l’impianto può a volte riuscire male. Il linguaggio scritto passa per un circuito cerebrale diverso, quello visivo. Ma l’occhio funziona in maniera completamente diversa dall’orecchio, è un dato elementare dalle conseguenze enormi: l’occhio si fissa sui particolari e può scorrere da un punto all’altro sulla superficie di un testo scritto. Proprio questo ha permesso l’utilizzo di periodi più lunghi e quindi ha avviato la produzione di scritture complesse. Ne è derivato il pensiero elaborato e fortemente analitico, quindi il sapere delle civiltà moderne (da quella greca in poi). Quanto alla scrittura, realizzata ovviamente con la mano e come tale da sperimentare sempre, bisogna tener conto che è un’operazione che coinvolge tutti i sensi (almeno tatto, vista, udito) e tutto il corpo. Nel Medioevo si diceva “tria digita scribunt, totum corpus laborat”, scriviamo con tre dita, ma tutto il corpo lavora. Mediante la scrittura a mano imprimiamo meglio i caratteri nel cervello”.

Diverse le domande degli studenti presenti nell’atrio del Liceo Pellecchia, come quella relativa al modo in cui cambia la lingua nell’era della velocità. Il Professor Sabatini ricorda che oggi abbiamo bisogno di una lingua accessibile ed essenziale, ma dobbiamo essere consapevoli del cambiamento. Tuttavia è importante regolarlo. Non va perso quello che abbiamo acquisito, ma è possibile aggiungere ciò che c’è di nuovo. Non dobbiamo credere che la tecnologia ci abbia reso la vita più facile: grazie ai mezzi più sofisticati, ci poniamo obiettivi molto più alti e lo sforzo per raggiungerli prevede uno studio più lungo, ma possibile.

Il momento solenne della proclamazione dei vincitori della XVIII edizione del Premio è preceduto da un breve intervento del Prof. Fausto Pellecchia, in rappresentanza sul palco della Commissione giudicatrice, che sottolinea l’alto livello degli elaborati e si complimenta con tutti gli studenti.

Per l’ambito letterario, la traccia scelta dai concorrenti fra le tre predisposte, è stata La Storia di E. Montale. La robotica e l’intelligenza artificiale è stato l’argomento del saggio breve di ambito scientifico.

Il Premio Letterario Gioacchino Pellecchia, infatti, nato come percorso didattico- formativo rivolto agli studenti liceali, ispirato ai valori, agli ideali e all’esempio di Gioacchino Pellecchia, dallo scorso anno prevede accanto al tradizionale commento di un testo poetico dell’ultimo novecento l’opzione del saggio breve di argomento scientifico.

Ai vincitori di ogni ambito sono andati: Euro 400 al 1° classificato, 250 al 2° e 150 al 3°, più libri, una targa ed una medaglia. Sono state assegnate anche due menzioni speciali, una per ambito, con consegna di targa e libri.

Si sono aggiudicati il 1° posto Leo Paolo dell’IIS “Dante Alighieri” di Anagni, il 2° Marika Bellu del Liceo St.G. Sulpicio di  Veroli, il 3° Erika Fusco del Liceo Scientifico “Gioacchino Pellecchia” di Cassino per l’ambito letterario. Una menzione speciale è stata assegnata a Roberta Molinari del Liceo Classico “Giosuè Carducci” di Cassino.

Davide Ferri del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Sora ha ricevuto il 1° premio per l’ambito scientifico, il 2° Lino Pernasilici del Liceo Scientifico “F. Severi” di Frosinone, il 3° Giulio Cedrone del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Sora. Una menzione speciale è stata assegnata a Gianmarco Rapone dell’IIS “Martino Filetico” di Ferentino.

“Anche quest’anno  – ha spiegato il dirigente prof. Salvatore Salzillo – hanno partecipato alla rassegna alunni provenienti da tutta l’Italia. Esprimo una grande soddisfazione per questa edizione. Infine un doveroso ringraziamento lo rivolgo a tutti quelli che hanno partecipato alla realizzazione della manifestazione, per l’impegno profuso e per la competenza dimostrata, in particolare ai professori Paolino, Mattei, Mastronardi, Lucciola, Di Meo, Vettese e Lulani”.

 

Gli studenti premiati